Diciotto mesi di sport, relazioni, ascolto e crescita. Ma soprattutto diciotto mesi nei quali il calcio è diventato uno strumento concreto per abbattere distanze, costruire fiducia e offrire ai giovani nuove occasioni per guardare al futuro.
Si conclude con un bilancio particolarmente positivo “Liberi di giocare”, il progetto Carceri 2024 promosso e finanziato da Sport e Salute S.p.A., con UISP Comitato Territoriale Potenza APS nel ruolo di ente capofila e la collaborazione dell’A.S.D. Iorio Calcio 2022 Melfi, realizzato all’interno dell’Istituto Penale per i Minorenni di Potenza.
Avviato nel marzo 2025 e proseguito fino all’agosto 2026, il progetto ha utilizzato il calcio a 5 non semplicemente come pratica motoria, ma come vero e proprio strumento educativo, relazionale e di inclusione sociale. Un percorso costruito attorno ai valori del rispetto delle regole, del fair play, della responsabilità, della collaborazione e della fiducia nelle proprie possibilità.
Una grande rete al servizio dei ragazzi
Uno degli elementi determinanti per la riuscita dell'iniziativa è stata la forte sinergia istituzionale e operativa costruita tra i diversi soggetti coinvolti.
UISP Comitato Territoriale Potenza APS, con il riferimento di Lucia Destino, ha assicurato il coordinamento generale dell'intervento, il raccordo tra i partner e la coerenza delle attività con i principi dello sport sociale e dell'inclusione.
Fondamentale il sostegno di Sport e Salute S.p.A., soggetto promotore e finanziatore del progetto, e il raccordo assicurato sul territorio dal Coordinatore Regionale per la Basilicata Matteo Trombetta.
Preziosa la collaborazione dell'Istituto Penale per i Minorenni di Potenza, a partire dalla direttrice dott.ssa Angela Telesca e dall'educatrice dott.ssa Marsia Pennella, insieme all'area educativa e al personale della Polizia Penitenziaria, che hanno accompagnato il progetto consentendo di integrare la pratica sportiva all'interno del più ampio percorso educativo dei giovani.
Sul campo, un ruolo centrale è stato svolto dall'A.S.D. Iorio Calcio 2022 Melfi, attraverso l'impegno di Natale “Natalino” Iorio e dei tecnici-educatori Canio Di Lucchio e Michele Catalfamo, capaci di coniugare competenza sportiva, sensibilità e attenzione alla dimensione umana dei ragazzi.
Una partecipazione straordinaria
Il risultato forse più significativo è rappresentato proprio dalla risposta dei giovani.
Nonostante il frequente ricambio degli ospiti dell'Istituto, le attività hanno fatto registrare una partecipazione elevatissima, arrivando a coinvolgere sostanzialmente la totalità dei ragazzi presenti e disponibili alla pratica sportiva.
Gli incontri, generalmente organizzati con cadenza settimanale e della durata di circa due ore, hanno alternato esercitazioni sui fondamentali del calcio, preparazione motoria, calcio-tennis e partite.
Ma il progetto è andato progressivamente molto oltre il rettangolo di gioco.
Attraverso lo sport sono stati costruiti rapporti di fiducia, momenti di ascolto e occasioni di confronto sui percorsi formativi, sulle prospettive future e sulla possibilità di trasformare gli errori del passato in un punto dal quale ripartire.
Particolarmente significativa è stata inoltre l'organizzazione di momenti di incontro con ragazzi provenienti dall'esterno dell'Istituto. La formazione di squadre miste e la realizzazione di un piccolo torneo hanno permesso ai giovani detenuti di confrontarsi con i propri coetanei in una dimensione di normalità, socializzazione e reciproco riconoscimento.
Sul campo, le differenze e le condizioni personali hanno lasciato spazio a qualcosa di comune: una squadra, le stesse regole, un obiettivo da raggiungere insieme.
Risultati che vanno oltre lo sport
“Carceri 2024-Liberi di giocare” ha così dimostrato concretamente quanto lo sport sociale possa affiancare i percorsi educativi e di reinserimento.
Rispetto delle regole e degli altri, capacità di ascoltare, gestione delle emozioni, responsabilità verso il gruppo, perseveranza, collaborazione e fiducia sono stati elementi sperimentati direttamente attraverso il gioco e la relazione con tecnici ed educatori.
Il rapporto costruito durante i diciotto mesi è stato tale da trasformare ogni appuntamento in qualcosa di più di un allenamento. Dialogo, ascolto e piccoli gesti quotidiani hanno contribuito alla nascita di relazioni autentiche fra operatori e ragazzi.
A suggellare il percorso è stata anche la scelta dell'A.S.D. Iorio Calcio 2022 Melfi di lasciare a ciascun giovane una divisa accompagnata da una frase che racchiude lo spirito dell'intera esperienza:
“Credi in te: il futuro ti aspetta.”
Un messaggio semplice ma profondamente coerente con la finalità del progetto: riconoscere che, pur non potendo cambiare il passato, ciascuno può essere accompagnato nella costruzione di nuove possibilità.
La soddisfazione dei protagonisti
Grande soddisfazione viene espressa congiuntamente da Lucia Destino per UISP, Matteo Trombetta per Sport e Salute Basilicata, dalla direttrice dell'Istituto Angela Telesca, dall'educatrice Marsia Pennella e da Natale Iorio, Canio Di Lucchio e Michele Catalfamo dell'A.S.D. Iorio Calcio 2022 Melfi.
«Il risultato più importante di questo percorso è rappresentato dalla partecipazione e dalla qualità delle relazioni che siamo riusciti a costruire. Quando istituzioni, mondo dello sport, operatori ed educatori lavorano insieme con un obiettivo comune, lo sport riesce a esprimere fino in fondo la propria funzione sociale. In questi mesi abbiamo visto ragazzi partecipare con entusiasmo, confrontarsi, rispettare le regole, costruire rapporti di fiducia e soprattutto intravedere nello sport e nella formazione una possibilità di crescita. È questa la soddisfazione più grande e il patrimonio che “Liberi di giocare” lascia a tutti noi».
L'esperienza dell'Istituto Penale per i Minorenni di Potenza conferma così una delle convinzioni alla base dell'impegno quotidiano della UISP – Unione Italiana Sport Per tutti: lo sport è un diritto, uno strumento di cittadinanza e un formidabile veicolo di educazione, inclusione e partecipazione.
“Carceri 2024-Liberi di giocare” lascia risultati concreti, ma soprattutto lascia relazioni, esperienze e una prospettiva.
Perché anche in un contesto complesso come quello della giustizia minorile, un pallone può diventare molto più di un pallone: può essere occasione di incontro, responsabilità, fiducia e appartenenza.
E può ricordare a un ragazzo che il futuro non è già scritto e che esiste sempre uno spazio nel quale provare a ripartire.